Cosa significa progettare un curricolo inclusivo? Significa creare una progettazione aperta e flessibile di qualsiasi intervento formativo e per qualunque studente, contrastando da subito eventuali barriere mentali, sociali e culturali che limitano, di fatto, la reale applicazione dei diritti fondamentali di ogni persona.

Una progettazione che coinvolga tutti: il consiglio di classe, la classe, i genitori della classe, il personale della scuola, la scuola con i suoi ambienti.

Per superare le barriere e implementare i facilitatori e utilizzare la logica funzionale che propone l’attuale normativa, ovvero quella bio-psico-sociale dell’ICF.

In questa logica la DISABILITA’ è il risultato di un’interazione negativa tra la persona e l’ambiente, non considera la menomazione ma la salute; non la disabilità ma le potenzialità residuali, l’attività e la partecipazione, ponendo le premesse per il superamento di un’interpretazione di handicap solo alla luce del limite.

Garantire l’inclusione a scuola significa quindi rispondere ai bisogni educativi originati da situazioni anche transitorie che intervengano nella relazione tra gli studenti e l’ambiente scolastico ma anche sociali, che hanno conseguenze sullo sviluppo degli apprendimenti cognitivi, relazionali e sociali, determinando un funzionamento problematico. Per questo la scuola utilizza tutti gli strumenti di progettazione per stabilire strategie, percorsi e modalità all’interno di piani educativi, PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli studenti con certificazione a norma della Legge 104/1992, PdP (Piano didattico Personalizzato) per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)  o per studenti con situazioni che, anche temporaneamente, possano essere cause di difficoltà di apprendimento.

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